Una domenica mattina mi chiami, “Stefania, andiamo a pattinare a Villa Borghese?”. Ero felice, “Susanna mi considera sua amica!!” Eravamo piccole, quattordici o quindici anni, credo. Era primavera, una bella giornata di sole.
Credo che la nostra vera amicizia sia cominciata quel giorno: un fiume in piena che non si è mai fermato. Purtroppo un giorno ha straripato portandosi via tutto: gioie, dolori, adolescenza, spensieratezza…. la tua vita. E la nostra amicizia? Quella nel mio cuore è rimasta!!
Ero felice di diventare tua amica, eri molto più “fica” di me: eri simpatica, spigliata, diretta, disinibita, disinvolta,….
Sei sempre stata più “fica” di me. La tua visione del mondo, delle persone era pura: tutti meritano rispetto, nessuno può essere giudicato. Eravamo a viale Parioli, ti dissi che volevo fare il magistrato, mi dicesti “non potrei mai giudicare qualcuno!” Non ho più fatto neanche giurisprudenza, chissà se è stato un caso!
E l’amicizia? Per te era un libro aperto, niente segreti, niente secondi fini, era dare senza pensare di dover ricevere. Ti lasciò perplessa quell’amica che ti disse: “avevo investito tanto in quella persona ed ora mi accorgo di aver perso tempo”; dicesti, “come investito? L’amicizia non è un progetto, non bisogna aspettarsi un ritorno” Ti fidavi di tutti ed ammiravo il tuo coraggio: quando andasti di notte a Villa Ada con quelli mai visti in vita tua? Quando a Paxos ci ritrovammo di notte in barca con un “lupo solitario” e il suo cane “andiamo”? Non era superficialità la tua, ne’ incoscienza; la forza te la dava la fiducia negli altri. Da “quel” giorno non smetto di chiedermi perché verso di te non avessi quella stessa fiducia.
Tutti ti “amavano”, non è un modo di dire, è la verità. A quanti uomini hai spezzato il cuore? Quante Amiche hai conquistato? Noi eravamo tutti diversi, eppure ugualmente attratti verso lo stesso polo. Ognuno cercava di “trascinarti” verso il proprio mondo, ma tu eri di tutti!!
Stefania
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