martedì 20 aprile 2010

giovanni miraldi " brusco"

Purtroppo ho una pessima memoria, ma in 36 anni di vita ricordo benissimo di aver detto ad una sola ragazza che un giorno ci saremmo sposati. Quella ragazza era Susanna. Ora lasciate perdere il fatto che quando l’ho detto avrò avuto 5 o 6 anni. E per un attimo dimenticate i nostri preconcetti etnocentrici che rendono impossibile un matrimonio tra bambini: in quante culture infatti le unioni vengono prestabilite addirittura prima della nascita? Trascurate poi il dettaglio che lei all’epoca fosse la mia babysitter “vicaria” e che avesse qualche anno più di me. Dove sta scritto insomma che una dichiarazione d’amore, solo perché fatta da un bambino, non sia degna di esser presa in considerazione?

Sposarsi è una cosa seria! Persino un moccioso sa che significa per tutta la vita!

Voi direte che non poteva certo essere amore. Scettici! Caproni, vi siete scordati di cosa provavate prima di esser traviati da paure, sofferenze e apatia che come l’acne puerile sopraggiungono puntualmente al varco dell’adolescenza!

Vi assicuro che era proprio amore. E non solo per via dei capelli lunghi e del sorriso, degli occhi pieni di vita e per la sua grazia complessiva, ma anche per le attenzioni che mi dedicava. Quelle attenzioni che difficilmente i grandi, gli adulti certo, ma anche i ragazzini più grandi anche solo di qualche anno, dedicano ai mocciosi.

Ed era un amore corrisposto! O almeno mi piace sguazzare in questa illusione.

Ora scusate ma sopraggiunge il vuoto, il buio assoluto! Vi ho avvisato, ho una pessima memoria. Qua e la recupero immagini di noi due, al mare dalle parti di Porto Santo Stefano, in Sardegna, poi in montagna, probabilmente in Trentino, a casa mia, a casa sua…e i genitori sempre in mezzo ai piedi.

Ancora uno sforzo ma niente. Sono spiacente, scusate se vi ho tirato dentro una storia che finisce così, in un burrone.

Mi scervello nel tentativo di ricordare ma credetemi non so proprio cosa sia successo dopo.

Cosa è andato storto tra noi? Perché non ha funzionato? Eppure è strano, di solito in amore ci si ricorda molto meglio del perché ci si lasci piuttosto che del perché ci si innamori. La fine ha sempre la meglio sull’inizio. Di quell’amore invece non ricordo la fine. Forse i miei trovarono un’altra babysitter, forse crescendo, si sa, le ragazze tendono ad innamorarsi dei ragazzi più grandi e Susanna mi ha mollato per uno tipo Simon Le Bon dei Duran Duran che tanti cuori adolescenti ha infranto negli anni ‘80, forse i nostri genitori litigarono e si opposero come i Montecchi e i Capuleti. Fatto sta che di quell’amore ho perso le tracce. Tuttavia deve esserci una parte del cervello che ricorda anche senza appoggiarsi alla memoria, un po’ come funziona per gli odori, i sapori, la musica. Si tratta di ricordi offuscati ma che hanno radici profonde, che dal cervello affondano direttamente nel cuore dell’essere umano. Così, negli anni che seguirono, sono cresciuto conservando un ricordo di Susanna costruito con le sensazioni più che con le immagini.

Passarono gli anni, circa una decina direi…a memoria, quindi scuserete la scarsa precisione.

Saltuariamente ricevevo notizie di seconda mano relative a Susanna, tramite mia madre o qualche altro parente. Ricordo che studiava all’Isef e poco altro. All’epoca, avrò avuto 15 anni, giocavo a tennis e mi allenavo tre volte a settimana in un circolo di viale Tiziano. Prima di cominciare con la racchetta, svolgevamo, io e gli altri ragazzini, circa mezz’ora di riscaldamento e preparazione fisica. Un giorno, giunto al circolo, il Maestro di tennis ci presentò colei che per qualche settimana avrebbe sostituito la nostra preparatrice atletica…avrete già capito. Era Susanna! Mi fece un immenso piacere rivederla, certo cresciuta e cambiata dopo 2 lustri ma con gli stessi capelli, lo stesso sorriso e gli stessi occhi. Ovviamente erano successe troppe cose per poter ambire nuovamente alla sua mano, tuttavia avvertii chiaramente un affetto radicato da qualche parte nel profondo del mio essere.

Poi niente, ancora vuoto, poi, di colpo, il dolore! Quell’affetto oggi riemerge ogni volta che penso a Susanna e non lo baratterei mai con dei ricordi nitidi, precisi, fastidiosamente affidabili! La miopia in fatto di memoria, come accade per la vista, affina le altre vie della percezione e quando si tratta di sentimenti, solo facendo convergere tutti i sensi si riesce veramente a ritrovare qualcosa di coloro che abbiamo amato.

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