Ho tantissimi ricordi di mia sorella Susanna e non riesco a trovarne uno in particolare da raccontare.
Tanti flash mi affollano la mente e mi fanno rivivere la sua ironia, la sua dolcezza, la sua simpatia.
Una sorella, ma anche un’amica, con la quale ho condiviso momenti indimenticabili.
Susy frequentava l’ISEF e si era da poco trasferita per un po’ da zia Bianca, che viveva da sola, dopo la morte di nonna.
Il nostro cane Clè credo facesse la spola, come lei, tra la casa di via Serpieri e la casa di viale Parioli.
La mia amica Livia veniva spesso a dormire da noi, nel letto di Susy, perché in quel periodo uscivamo molto la sera. Era ormai di casa ed era stata classificata dalle mie sorelle come la quarta sorella.
Una sera eravamo andate a pattinare a Mentana e Livia, anche per colpa mia, si lussò una scapola.
Il giorno dopo Susy venne a trovarci e le raccontammo l’accaduto: Livia era buffissima, al Pronto Soccorso le avevano fasciato entrambe le spalle ad una lunga stecca, le braccia aperte, e sembrava un aeroplano.
Susy, la mattina dopo, ci fece trovare un biglietto - che ancora conservo – su cui c’era scritto:
Carissime Livietta e Simoncina (alias Olivia e Braccio di Ferro), domani mattina alle ore 9.00 dovete essere in tuta da ginnastica e scarpette, scattanti ed energiche, a Villa Glori con Clè.
Fate almeno 8 giri completi, così Clè corre un pochino e voi smaltite un po’ di culetto senza lussarvi la scapolina!!
Ciao Scapolone!! Simpatica eh!! Notte Susy
Era il periodo in cui Susy era fidanzata con Maurizio Coconi… eravamo, io e lei, sulla 500 beige di Maurizio e Susy guidava tranquilla lungo Viale Maresciallo Pilsudsky.
Ricordo che era una bellissima giornata primaverile e io le stavo raccontando una barzelletta: si mise a ridere alla sua maniera, che definiva “risata grassa”, con le lacrime agli occhi, sbandando lungo tutto il viale.
Per fortuna c’erano poche macchine e tutto finì con delle “grasse risate”.
Era sempre il periodo delle “risate grasse”, non mi ricordo cosa scatenò il tutto, ma non dimenticherò mai Susanna, sdraiata sul cofano di una macchina parcheggiata a Viale Parioli, avvolta in un grosso montone - sembrava un orso – che rideva a crepapelle.
E quella volta che parcheggiammo il motorino sul Lungotevere, ci affacciammo a vedere il fiume e continuammo a piedi per Via dei Pettinari alla ricerca di un paio di scarpe?
Al ritorno, distratte come spesso eravamo, cercammo come matte il motorino per quasi un’ora, nella speranza di orientarci guardando in continuazione il flusso del fiume. Ormai stanche, ridevamo e scherzavamo sulla nostra distrazione: a vederci sembravamo due ubriacone.
Ricordo con grande affetto una passeggiata assieme per Via dei Giubbonari. In quel periodo mi ero fissata con la dieta ed ero esageratamente magra, Susy, con molto tatto, preoccupata per la mia salute, mi convinse ad abbandonare la dieta, facendomi capire i rischi ai quali sarei potuta andare incontro.
Ho voluto raccontare questa Susy. Ma Susy ovviamente era una persona molto più complessa, con tanti momenti alti, e purtroppo anche con tanti bassi e una profonda spiritualità, che non vorrei mai dimenticare.
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