sono alla mia terza vita....
....Susy fa parte della mia prima vita. Ci siamo incontrate un giorno e poi insieme abbiamo percorso moltissimi kilometri per condividere esperienze, avventure, studi, risate, gioia, tristezza, difficoltà, kilometri per raggiungere luohi, gente, amori...kilometri che ci hanno unito profondamente per un pezzettino di vita intensa e anche spensierata. Poi ad un certo punto del cammino avremmo dovuto insieme raccogliere le nsotre ossa e percorrere quell'ultimo kilometro che ci avrebbe portato fuori da quell'immenso deserto buio dove ci eravamo addentrate.
Avremmo dovuto rimettere le ossa al posto giusto, aprire occhi, orecchi e cuore per sentire e vedere dove il nsotro cammino proseguiva e con pazienza e forza avviarci. Eravamo alla nsotra prima "Rotonda"*, c'era da sedersi nel praticello in mezzo a guardare, ad aspettare che affiorasse il sentimento che diceva: quello lì è il tuo cammino...vai prendilo...la famosa vocina del cuore!
Ma non ne eravamo capaci.
Susy non ha potuto o non ha voluto affrontare il deserto o magari è duro da dire, lì era arrivato il percorso di questa vita.
Credo che per tutti quelli che le hanno voluto bene il perchè del suo gesto rimarrà un po' un mistero.
Credo fosse stanca.
Troppo spesso situazioni vicine l'avevano appesantita, troppo spesso si era sentita schiacciata da questo peso che, nonostante la sua forza, la sua allegria, la sua vivacità, la sua potenziale apertura alla vita, lei si portava nel cuore.
A volte mascherava e sopportava, a volte diventava seria, lunatica e allora io la stimolavo, la spronavo, inventavamo "fughe"risanatrici...lei ritrovava il sorriso, l'ottimismo, eravamo di nuovo contente...eravamo di nuovo insieme e complici. Ringraziava la sua grande amica "Putti"o Ciotti"o Fantozzi" ... "sei una fica, con il tuo carattere sempre allegro e il tuo modo di affrontare la vita" mi diceva o mi scriveva "sono cintenta, felice di averti per amica! Forse poi l'ho abbandonata? Non l'ho più capita o ascoltata? Sinceraemnte me lo chiedo...mi gisutifico dicendomi che ad un certo punto io pure nonostante il mio "carattere allegro" mi sono persa e non ero più di aiuto nemmeno a me stessa. Non c'era più luce...non c'era una via d'uscita.
Se ci fossimo sedute insieme sul praticello della Rotonda piano piano avrebbe iniziato a filtrare la luce, avremmo iniziato a respirare il nuovo, il giusto, il nostro, avremmo iniziato a sentire e a vedere la nsotra anima.
A fluire.
A svegliarci a questa vita.
E forse io devo il mio risveglio un pò anche a lei e alla sua scelta scioccante.
Ho raccolto le ossa, ho percorso quell'ultimo km faticosissimo, sono uscita dal buio e mi sono seduta nella Rotonda.
Poi è arrivato il segnale e mi sono salvata.
Mi sono salvata grazie all'oceano al suo dolce suono, alla sua immensità... alla giungla con la sua melodiosa amonia silente...mi sono salvata grazie ai viaggi e all'andare. Ho letto una volta in un libro di B.Chatwin "le vie dei canti" che i popoli nomadi sono gli unici al mondo a non soffrire di depressione...ne rimasi colpita e ne ho fatto tesoro. Il moviemnto - In ogni momento di questi 12 anni della mia seconda vita, in cui ero in mare aspettando un'onda con il sole che tramontava davanti a me e la luna sorgev alle mie spalle, con la pace nel cuore , ho pensato a"Se susy fosse qui con me"..............
ogni volta seduta in un bus che mi portava alla scoperta di posti nuovi,gente e culture differenti , mirando a fuera de la ventanilla lo scorrere del paesaggio con la pace nelc uore, ho pensato "Se susy fosse seduta qui accanto a me".........
ogni giorno che mi sono svegliata nella mia adorata casa di bambù con i mille diversi suoni della giungla che mi ingrandivano il cuore ho pensato "se Susy fosse qui con me"! Certamente c'era ma non come avrei voluto. Sicuramente era in qualche livello di questos trano universo "cuidandome". Non ho mai avuto la sensibilità di sentirla ma so che c'era e che c'è!
Il primo ricordo vivo che ho di noi due insieme è percorrendo Ponte duca d'aosta che separava la struttura cnetrale dell'Ise ai palloni di Piazza mancini: lei mi sta raccontando di un suo amore del momento, Luca, di cui però non è molto convinta al contrrio di lui che invece è apparentemente perso per lei.
L'ultimo ricordo vivo che ho di noi due insieme : Susy mi sta raccontando di quell'ultimo bacio dato a Luca finalmente pieno d'amore e di passione ma privo del coraggio per dirglielo. Tra il ponte e il bacio ci sono 7 anni. 7 anni di grande e intensa amicizia. In realtà il primo vero ricordo è lei con la sua tuta grigia con la banda rossa, le superga no sperga blu, una felpa rossa e un pallone in mano, impalata in mezzo al campo da pallacanestro. Mi ispirò tenerezza, simpatia, c'era in lei qualcosa di diverso, la guardavo e la stavo riconoscendo. Ci siamo così incontrate e riconosciute per danzare insieme un momento di vita, di simbiosi. Lo studio, i week end, le vacanze invernali e le vacanze estive. La Grecia e le isole del vento erano la nsotra meta: zaino, sacco a pelo, jeans e superga e si partiva per una nuova avventura. Davamo il meglio di noi stesse: bivacchi nei porti, autostop, la scoperta delle "offferte" paghi uno porti via tre! barche alla deriva. L'albero più bello del campeggio era il nostro accampamento: niente tenda, solo i nostri due sacchi a pelo per terra uno accanto all'altro.Un fantastico letto sotto le stelle! Uno specchio sul tronco dell'albero che ci ospitava....uscivamo di lì pronte e perette come uscisimo da una favolosa suite. Povere ma belle, libere, spensierate, selvagge, felici. Amiche della vita, amiche delle persone incontrate a giro come noi... alcune rimaste poi per un tempo nella vita romana di tutti i giorni:Bruno, enrico e la sua passat station grigia stracolma di gente che ci trasportava da un lato all'altro dell'isola al ritmo dei supertramp! Ricordi vivissimi, è facile chiudere gli occhi e riviverli. Molte moltissime sensazioni.
E se d'estate c'era il mare l'inverno c'era la neve.
Si staccava da tutto per una settimana o due e ci si rifugiava nella sua casa di montagna per godere della ricarica che sciare ci dava. Vi piaceva da matti e lo facevamo bene, scivolavamo rapide ed eleganti sulle belle piste innevatedel trentino, ci divertivamo a cercare qualcuno che ci piacesse da conoscere, magari zio e nipoteo fratello grande e fratello piccolo perchè lei era attratta inevitabilmente dal "vecchietto" e io dal "pischello"! Nessuna competizione!
Giornate fredde, piene di sole o di fitte nevicate, giornate intense, rigeneratrici, divertenti che ci facevano venire la voglia di restare lì per sempre! A viverci quella natura! E invece i giorni volavano e in un baleno si era già sul treno che ci riportava a Roma e alla sua quotidianità. Più cariche e un po' più belle per l'abbronzatura che esaltava i nsotri occhi chiari e luminosi.
La preparazione degli esami di fine anno ci portava invece nella mia casa di campagna.
Lì si studiava e si faceva la dieta! Due cose che insieme per logica non si dovrebbero fare perchè per starci con la testa un po' ci si deve nutrire!
Si partiva da Roma di proposito con pochi soldi così più di tanto non si poteva comprare, al momento della spesa si passavano "ore" con due pacchi di crackers in mano facendo conti assurdi su quanti ce ne erano dentro, quanto ci costava ogni singolo cracker, quante calorie contenevano e alla fine si tiravano le somme e se ne sceglieva uno!
La sera a letto, letti a castello lei sotto io sopra, sognavamo tortellini con la panna e spaghettifumanti e ci si immaginava la nostra futura casa dove nel bagno c'erano due lavandini, due bidet, due tazze due docce .... poi affamate e ormai vaneggianti(deliranti) eravamo costrette ad alzarci preparare una camomilla e tappare il buco inzuppandoci dentro uno dei famosi crackers integrali senza calorie!
Se qualcuno ci invitava cena si accettava con grande gioia, ci si mangiava tutto sotto gli occhi increduli dell'ospite e ci si ritrovava a mezzanotte a fare ginnastica in giardino per smaltire cena e sensi di colpa sotto gli occhi increduli di mio zio hce passeggiava fumandosi l'ultima sigaretta! Due pazze! Pazze in contatto con la nsotra anima, ma non lo sapevamo.
Quando il contatto su è perso sì ne abbiamo pagato il prezzo, il non contatto sì l'abbiamo riconosciuto e sentito. Un grande dolore dentro, buio, debolezza, apatia, incapacità di reagire. Si guardava avanti e c'era il nulla. Ferme nel deserto in balia di tutto. Io dormivo moltissimo per cancellare tutto e non pensare. Susy invece al contrario non poteva dormire, mi telefonava presto la mattina e mi svegliava e io mi arrabbiavo perchè mi tirava fuori dalla mia pace inconscia !!!
Ma si continuava a vivere, l'Isef era finito, eravamo entrate nel mondo del lavoro e della vita "adulta" ....io mi ero pure sposata e con susy ci si vedeva chiaramente un po' meno ma la nsotra amicizia resisteva ai ritmi diversi e si ritagliava comunque momenti di intimità; le nostre cenette a 4 non ce le toglieva nessuno:Susy, Ale, carla ed io, ci rinchiudevamo nella cucina di casa mia e giù a chiacchierare. A chiaccheirare di tutto. Di tutto.
E' per questo che quando lei quella sera formulò quella domanda non destò preoccupazione o sentore di pericolo, pechè si' eravamo in un bel momento di depressione ma se ne parlava, di questo e di molte altre cose. Ma lei chiese "voi come lo fareste?" "faremmo cosa?" "Come vi suicidereste?" Ci sembrò una domanda come un'altra perchè non ci insospettimmo, anzi giù a rispondere! Pistola, barbiturici, gas....solite modalità da film!
Poi quella mattina il telefono squillò troppo presto, ci svegliò e dall'altra parte c'era la voce monotona di teresa che mi diceva che susy aveva fatto una pazzia, e si era buttata dal sesto piano del suo palazzo....io la ascoltavo incredula pensando ma che sta a dì .... cercavo di dare un senso alle sue parole ....sono rimasta incollata al letto in posizione orizzontale e le ho chiesto "dove sta? Sta in ospedale?". Il fatto che potesse essere morta non l'ho proprio pensato, al massimo la sua pazzia avrebe potuto portarla all'ospedale ma morta no, Susy è forte, bella e resistente, lotterà ma ce la farà....e invece la risposta inesorabile fu che non ce l'aveva fatta!
A distanza di anni posso sinceramente dire che non so che mi è successo. L'ultimo ricordo vivo è quella telefonata poi c'è la nebbia........lo stupore, l'incredulità il dolore la rabbia hanno resettato tutto....semplicemnte non mi ricordo ...non ho nessun ricordo di quei giorni, non ho nessun ricordo del suo funerale....ho solo mille ricordi del nsotro tempo insieme e mille in più sono riaffiorati scrivendo di lei. guardo le fotografie e siamo noi appena un attimo fa ....
Sempre sarà la mia grande e unica amica Susy compagna di una vita intera.
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