Ricordo molto bene il periodo in cui andavo con Susanna a nuoto libero, al Circolo sportivo delle Muse, ai Parioli, dove abitavamo entrambe.
A volte venivano anche Silvia e Simona, e dei loro amici. Erano domeniche estive, allegre, gioiose. Noi eravamo allegre, gioiose, giovani, piene di vita.
Susanna era……Spumeggiante. La ammiravo molto perché adorava lo sport e perché, ai miei occhi di adolescente un po’ timida, lei appariva tutto ciò che io non ero. Sembrava sicura di sé, mentre io mi sentivo sempre impacciata, ed aveva molti ammiratori perché era una bellissima ragazza. Io, vicino a lei, mi sentivo proprio come il brutto anatroccolo.
…….Poi il tempo è passato e lentamente ho scoperto nella mia amica una certa fragilità emotiva, una profonda sensibilità, un’attenzione agli altri che dimostrava in tanti piccoli gesti e nelle parole.
Questo suo profondo altruismo lo ha dimostrato sino alla fine.
Io ho parlato con Susanna, l’ultima volta, il martedì precedente la sua morte, accanto a quella stessa finestra dalla quale hanno poi portato via il suo corpo privo di vita: la finestra del nostro pianerottolo, al primo piano del palazzo di Viale Parioli.
Lei era veramente disperata e da tempo pensava di togliersi la vita, ma mi disse:
“Non so se riuscirò a farlo, perché amo troppo la mia famiglia e so che provocherei loro un dolore molto profondo. Al tempo stesso, però, non trovo più su questa terra quella Pace che mi potrebbe far andare avanti. Non ce la faccio più!”
Io ero sconvolta. Le dissi tante cose. Ci siamo dette tante cose, ma lei continuava con questo ritornello ossessivo:
“Ormai la Pace la posso trovare solo in Cielo”.
Allora mi aggrappai alla fede, una fede che sapevo essere profonda in lei, e anche in me.
“Susy: lo sai che la Chiesa sostiene che i Suicidi non andranno mai in Cielo e non troveranno mai la Pace?”.
Lei aveva lo sguardo fisso nel vuoto, mi guardò a lungo, poi scosse la testa.
“Stefania, a me hanno insegnato che Cristo è infinitamente MISERICORDIOSO. Io sono disperata. Non credi, dunque, che Egli, nella Sua immensa bontà, possa perdonarmi e portarmi presso di sé, nella LUCE?”
Quelle parole penetrarono in me. Non seppi più cosa dire, anche perché anche io in quel periodo non stavo molto bene.
Fissai la mia amica. Dissi debolmente:
“Abbi pazienza. Conosco un bravo neurologo. Lo chiamo. Uno dei prossimi giorni ci andremo insieme. Ti prego…..”
Ma lei non mi ascoltava più.
I suoi bellissimi occhi erano spenti, la sua anima, soprattutto, era avvolta da un’oscurità profondissima.
Ci siamo lasciate così.
La domenica successiva è accaduto.
Susanna si è tolta la vita.
Mi sono sentita schiacciata, annichilita, per moltissimi mesi. Non volevo più vivere nemmeno io.
Non so quando sono riuscita esattamente ad uscire io stessa dal tunnel, e a dirmi che quella morte non poteva essere stata vana, che io dovevo riprendermi e continuare a vivere anche per lei.
Nessuno saprà mai perché il Signore non l’ha fermata, perché non ha mandato un Angelo ad arrestare il suo volo di morte, ma so che Susanna è nel Regno di Dio, da molto tempo.
Una sera di tanti anni fa ho sentito forte il bisogno di pregare per la mia amica. In casa, da sola, ho acceso una candela, ho chiuso gli occhi, mi sono rivolta a Gesù, poi ho iniziato a piangere, e piangendo sussurravo:
“Susy, dove sei? Stai bene?”
Quando ho riaperto gli occhi ho notato che la fiamma della candela si era allungata, tremolava, anche se non c’erano correnti d’aria, ed emanava un fortissimo calore.
Mi sono fatta il segno della Croce e ho pensato: “ Sì, ora la mia cara amica sta bene, è immersa nella Pace e nella Luce del Signore”.
Ciao Susy: grazie per esserci stata, grazie per tutto ciò che sei stata.
Ti voglio bene e ti porterò ogni giorno con me!
Silvia cara, questo è ciò che, a tarda notte, sono riuscita a scrivere.
Non è molto, ma è ciò che avevo dentro e che ha preso forma
Ti mando un bacio.
Abbraccia zia Bianca da parte mia e anche Simona e tua mamma.
Con affetto.
Stefania
Nessun commento:
Posta un commento